Timor Leste -  Un anno in missione!

Visita del Superiore generale P. Piero Fietta

 

Parlare di un anno di vita, di missione, è forse per qualcuno una pretesa troppo grande. Cosa si può fare in un anno? Tutto ciò che inizia generalmente è piccolo, poi crescerà. La Congregazione è cominciata proprio piccola e tanti nemmeno ci credevano che potesse crescere e dicevano: “un uovo di Pasqua”. 

 

Siamo arrivati a Timor Leste un anno fa, 5 agosto 2018. Un gruppo di 4 persone: Padre Irani L. Tonet, rappresentando il Superiore generale, Padre Edmilson Mendes, Procuratore delle Missioni Cavanis, e i due missionari destinati alla Missione in Timor Leste: P. Robert J. Fallera, giovane Cavanis filippino e p. José Valdir Siqueira, brasiliano proveniente anche lui dalle Filippine dove ha vissuto in missione dal 2000 al 2018.

 

Siamo stati accolti molto bene dal Vescovo di Dili, Dom Virgilio do Carmo da Silva, SDB e dai Padri Claretiani con P. Emanoel Lelo Tolok, parroco e il suo assistente. Abbiamo vissuto con loro per circa 20 giorni mentre finivano di costruire la nostra “casetta”, con 2 stanze, 1 sala, 1 cucina piccola e un bagno. Alla fine di agosto 2018 ci siamo trasferiti nella nuova residenza con la benedizione del parroco. Su richiesta del vescovo abbiamo cominciato a conoscere la realtà del luogo visitando e benedicendo le famiglie. Queste visite continuano anche ora.

 

In questo anno P. Jose ha iniziato gli incontri di Spiritualità e Discernimento Spirituale nel Seminario Propedêutico Diocesano, due volte alla settimana. P. Robert è stato incaricato come direttore spirituale e cappellano in una Facoltà della Università locale e invitato dal Vescovo ad aiutare Padre Jonh nella Pastorale giovanile della Diocesi di Dili e in altre due dioces, Baucau e Maliana. In Timor Leste i giovani sono la maggioranza della popolazione, e ben partecipativi nella vita di Chiesa. Più di qualche giovane ci ha chiesto di fare con noi un percorso di discernimento vocazionale.

 

Nel giorno della Madonna, dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, abbiamo accolto un giovane, Agostinho, che ha deciso di fare vita con noi. Nella nostra Congregazione tanti avvenimenti iniziano in giorni dedicati alla Madonna. Un anno di missione non è molto, ma è cominciato ed é continuato sotto lo sguardo della Provvidenza, le benedizioni della Madonna e dei nostri santi Fondatori, p. Antonio e p. Marco Cavanis.

 

P. Jose Valdir Siqueira

 


Grazie!


S.O.S Macomia: il "ciclone della solidarietà"!

P. Diego Spadotto

Si intensifica l’impegno di Caritas in Africa australe, dopo il nuovo ciclone (Kenneth) che si è abbattuto lo scorso 25 aprile sulle coste delle Isole Comoros e del Mozambico settentrionale nei distretti di Quissanga, Macomia e Cabo Delgado, a soli 40 giorni dal passaggio del ciclone Idai. La traiettoria e la minore densità di popolazione hanno scongiurato il ripetersi della devastazione provocata da Idai, tuttavia interi villaggi sono stati spazzati via e si contano almeno 9 vittime e oltre 50.000 nuovi sfollati riparatisi in centri di accoglienza, tra cui alcune chiese. Da un bilancio ancora provvisorio risultano 45.000 abitazioni danneggiate, di cui circa 7.000 completamente distrutte, danni significativi alle strutture pubbliche, tra cui il reparto di maternità dell’ospedale di Macomia, 5 centri sanitari e diverse scuole. 

In Mozambico la situazione delle scuole è particolarmente difficile. Sono almeno 75 le classi rese inagibili dal ciclone Kenneth che si aggiungono alle molte altre già danneggiate nell’area di Beira. Inoltre, come il precedente, anche il ciclone Kenneth ha colpito nel pieno della stagione agricola compromettendo la gran parte del raccolto della zona, uccidendo centinaia di capi di bestiame e lasciando così le famiglie senza fonti di sostentamento fino alla prossima stagione. A seguito di questa ulteriore calamità, la rete Caritas ha intensificato l’impegno per l’assistenza alla popolazione colpita. La più grande chiesa di Pemba è attualmente adibita a centro di accoglienza per circa 1.000 persone e molti volontari si sono mobilitati. Oltre all’aiuto alimentare, le priorità immediate sono ripari di urgenza, materiale e strutture igienico-sanitarie, acqua potabile, zanzariere, servizi per la salute. Caritas di Pemba sta pianificando interventi d’urgenza nei distretti di Ngade, Palma, Mocimboa da Praia, Mueda e Muidumbe.


Ancora il Ciclone!

Mozambico colpito e sofferente.

P. Edmilson Mendes

In seguito all’allerta generale di questi giorni le peggiori previsioni si sono avverate inMozambico e il paese è stato di nuovo colpito dall’uragano Kenneth (è classificato in categoria 4 su un massimo di 5).

È vero che Il passaggio di questo uragano ha fatto soprattutto danni materiali e la strage prevista grazie a Dio non si è vista. Ma interi paesi sono distrutti e quasi rasi al suolo. L’isola di Ibo è un esempio. Le forti raffiche di vento non ha risparmiato la città di Macomia, dove c’è la sede della missione Cavanis. I danni sono ingenti e molte sono le case rovesciate, gli alberi abbattuti, la chiesa e la casa parrocchiale scoperte e perfino la Scuola della missione non è stata risparmiata. 

I padri raccontano della paura e confusione. Purtroppo, una anziana signora della città non ha avuto tempo di mettersi al riparo ed è morta. È al momento l’unica vittima fatale di cui si ha notizia. Comunque, l’intera città è stata vittima dal disastro e ci sono molte famiglie senza tetto e accolte in alloggi di fortuna. 

Ora si attende la fine della pioggia perché si possa fare un bilancio dei danni ma soprattutto per iniziare la difficile e sofferta ricostruzione. 

Il Vescovo di Pemba, Monsignore Luiz Fernando Lisboa, appena informato della difficile situazione della Missione e della città di Macomia ha voluto farsi presente per consolare, sostenere e tranquillizzare le persone comunicando che a Pemba, sede della Diocesi, varie Organizzazioni e persone già si erano mobilizzate per inviare soccorso. 

Senz’altro non mancherà la solidarietà e anche la Procura delle Missione Cavanis conta di poter scendere a campo forte dal sostegno di tante persone di buona volontà per portare un può di conforto e sollievo alla sofferta gente di Macomia. 


P. Superiore generale in Mozambico

19 marzo - 2 aprile 2019

P. Piero Fietta

Superiore generale - Istituto Cavanis

19 marzo, festa di San Giuseppe sono partito per il Mozambico.  Arrivo a Pemba e ad attendermi ci sono i confratelli P. Clement Boke e il chierico Jeancy Kaiaba.  Ci fermiamo a casa del Vescovo. Il 21 marzo incontro Sr. Anna, nuova segretaria della Diocesi. Devo compilare  un modulo per l’ufficio di immigrazione. Ora è obbligatorio anche a causa di infiltrazioni di guerriglieri. Partiamo in seguito alla volta di Macomia. Qui Il mercato è ritornato lungo la strada principale e ci sono molti soldati giovani con le armi per le strade.  Fa molto caldo. I confratelli mi aggiornano sulla situazione del paese e della parrocchia. Il pozzo è bloccato perché si è bruciata la pompa. Visito il salone e i bagni riformati dal gruppo di laici brasiliani del santuario di Santa Rita di Maringà. Con P. Benjamin vado a visitare Sr. Nubia, la superiora delle suore che sono in parrocchia. Sono arrivate due nuove suore Sr. Socorro e Sr. Judite. Sr. Lida continua nella scuola. Oggi doveva venire il governatore, ma ha inviato un rappresentante che ha visitato il LAR e la scuola e ha lanciato la campagna di sementi per una nuova foresta. Sementi lanciate nel terreno della parrocchia. Sr. Nubia mi dice che il governatore non è venuto perché il popolo è scontento con il governo. Anche l’amministratrice è andata via da alcuni mesi e ancora non è arrivato il nuovo amministratore.  Quest’anno sono 170 i ragazzi/e che frequentano il LAR. Finalmente anche le suore accompagnano 5 ragazze vocazionate cresciute nel gruppo dell’Infanzia  e Adolescenza missionaria. In un incontro con i tre confratelli presento loro un quadro generale della Congregazione in vista del prossimo Capitolo generale poi ci aggiorniamo a riguardo della devastazione e delle inondazioni provocate dal tifone Idai nella città di Beira e in molti altri Distretti del Mozambico. Diversi Nazioni dell’Africa e di altri Continenti stanno inviando aiuti. Si calcola  che ci siano quasi mille morti vittime del tifone. 

Il 22 marzo ricordo nella Messa i miei 44 anni di ordinazione sacerdotale. Il confratello Jeancy ha creato in parrocchia il gruppo dell’Infanzia missionaria, quello degli accoliti e il gruppo vocazionale. In questo periodo i Padri non vanno nelle comunità perché la gente e impegnata nella “machamba”. Vado con Jenacy a visitare una scuola della parrocchia dove lui ha iscritto 22 bambini dando loro uniforme e materiale scolastico. Passando per le strade di Macomia incontriamo almeno 150 militari armati. Più tardi arriva la notizia che i ribelli del gruppo Alshabab hanno attaccato il villaggio Bangala 2 a circa 8 Km dalla parrocchia. Là erano diretti i militari che abbiamo incontrato. P. Benjamin è andato a parlare con le suore e hanno telefonato al comandante dei militari che per la notte ha inviato 20 soldati a proteggere la missione. Il giorno seguente vedo gente correre e attraversare il terreno della missione. Sono centinaia di persone, ragazzi, ragazze, donne con bambini, uomini che fuggono dal villaggio che è sopra la missione perché si è diffusa la voce che sono arrivati i guerriglieri di Adishabab. Fuggono dalle loro case e vanno nella foresta. 

Il 24 marzo è un giorno che il Signore ha fatto, esultiamo e rallegriamoci. perché un altro figlio spirituale di P. Antonio e P. Marco Cavanis entra nella famiglia Cavanis, professione perpetua di Jeancy Kayaba. Alle 7.30 comincia ad arrivare la gente. Arrivano anche le Suore di San José de Chambery assieme a P. Salvador de Mocimba da Praia e due Suore Figlie di Gesù di Metoro. Alle 9.00 inizia la celebrazione che termina alle 12.30. Celebrazione molto ben preparata con processione, canti, danze, simboli ecc. Dopo la celebrazione vengo offerti 400 panini e refrigerante alla gente. Concedo un’intervista alla televisione di Pemba che ha ripreso tutta la cerimonia. Nel pomeriggio musica, sono i ragazzi che fanno festa a Jeancy. Il giorno seguente, dalla finestra, vedo una processione di uomini e donne che vanno nella “machamba”.  In Macomia c’è una buona organizzazione parrocchiale e Cavanis. In Diocesi si parla bene dei Cavanis. Passando vicino alla casa dell’Amministratore vedo molti militari con armi, camionette e 6 carri armati. Alcuni bambini oggi non sono andati a scuola per paura degli Adishabab. Nell’asilo diretto da Suor Socorro ci sono 70 bambini, pensano di aumentare il numero di bambini ampliando le istallazioni e costruendo altre commissione episcopale per i migranti, rifugiati. Dove c’è povertà ci sono anche molti di questi crimini. 

Incontro i tre confratelli e parliamo della santità dei Fondatori e di come celebrare l’anno del centenario dell’inizio della loro causa di beatificazione. Propongo a loro che in una domenica del mese di maggio di ogni anno sia celebrata la festa dei Fondatori, preparata con un triduo nel quale si esaltino virtù, spiritualità e santità dei Fondatori. La festa sia organizzata con i giovani con tornei di calcio, pallavolo, concorsi di poesie e disegni. Si divulghi la novena dei Fondatori per i malati. Parliamo anche del 35° Capitolo generale rivelando il nome dei Capitolari e invitando a pregare e a collaborare con P. Clement e indicare alcune prospettive di futuro per la missione di Macomia, soprattutto sotto l’aspetto vocazionale. Parliamo poi di come affrontare difficoltà personali e di relazioni comunitarie.  Usciamo per vedere un luogo dove possa essere costruito un capanno coperto di paglia per le riunioni. I confratelli mi chiedono un proiettore per la catechesi e la pastoraleP. Benjamin manifesta il desiderio di andare a Maputo quando sarà presente il Papa. 

Il 28 marzo vado nelle classi degli studenti delle superiori e rispondo alle loro domande molto interessanti su: libertà, morte, vita eterna, seminario, condizionamenti sociali che rendono difficile la realizzazione dei loro sogni, prove dell’esistenza di Dio e su come capire il progetto di Dio nella propria vita. Incontro 9 ragazzi del gruppo vocazionale, frequentano gli incontri e tra loro, Julio, ha finito la scuola secondaria e altri due, Albino e Fiel, finiscono quest’anno. Julio passa sempre mezza giornata con i Padri, per questo pensano di cominciare ad accompagnare questi tre aspiranti già a partire da quest’anno. Bisognerebbe però  sistemare alcune camerette. Ci troviamo in cappella e Jeancy a davanti al Santissimo Sacramento fa la professione di Fede e il Giuramento di fedeltà alla Chiesa al Papa, al Magistero.  Il 29 marzo, vado nella scuola per incontrare gli alunni dell’11ma classe e più tardi vengono a cercarmi tre giovani della 12ma classe incontrati ieri. Mi chiedono di ritornare a scuola, ma oramai non c’è più tempo. Alla fine chiedo a loro se sono cattolici o musulmani. I tre giovani sono musulmani, ma avrebbero piacere di continuare il discorso. 

30 marzo, arrivano molte persone per le prove dei canti e per le pulizie e preparazione della festa,  incontro l’Infanzia e adolescenza missionaria, in processione recitando il rosario e cantando andiamo dall’entrata della missione fino alla sala riunioni. Arriva il Vescovo Dom Alberto Vera Arejula OM, viene accolto all’entrata della missione e accompagnato con canti fino alla casa parrocchiale da un gruppo di accoliti e da alcuni bambini. Poi il Vescovo vede con Jeancy il rito del Diaconato. Arrivano anche i tecnici per la pompa, del pozzo e mettono in funzione un generatore elettrico, finalmente ritorna l’acqua dal pozzo. Il problema era di energia elettrica. Il Vescovo stesso dà alcuni suggerimenti utili! Arrivano 2 Padri Scolopi e un padre Salettino, 3 medici Congolesi con le loro signore che sono mediche e una bambina. 

31 marzo é il giorno della festa per il Diaconato di Jeancy. Arrivano altri preti e suore. Concelebrano con Dom Alberto 10 padri e due diaconi. La celebrazione solenne con canti e danze e discorsi vari dura soltanto 3 ore e mezza. Ringrazio Dom Luiz Fernando, vescovo diocesano di Pemba che non ha potuto essere presente  e leggo un suo messaggio: Caríssimo Jeancy, o diaconato è por excelência o ministério di serviço da caridade. Que a sua consagração perpetua feita há uma semana   e o diaconato recebido hoje lhe ajude a ser um consagrado servidor, amante da congregação, da igreja e do povo de Deus. Nossa Diocese ganhou muito com a sua presença. Deus seja louvado pela sua entrega. Feliz ministério! E logo depois: Caríssimo Pe. Piero! Antes de mais nada seja muito bem vindo ò nossa Diocese. Obrigado pela presença missionária de vossa querida congregação. A nossa Diocese està em festa pela entrega de Jeancy. Gostaria muito de estar aì, mas daqi do Egipto, onde Jesus ficou três anos e seis meses com seus pais, envio uma bençao especial para o Dia. Jeancy e toda a congregação dos Cavanis para que responda, com amor à missão para a qual Deus os enviou. Com admiração e respeito +Luiz Fernando Lisboa.Il 2 aprile in aeroporto lo incontro e lo ringrazio. 


Le attività Cavanis in Congo (Kinshasa)

La presenza dell'Istituto Cavanis a Kinshasa, nella Republica Democratica del Congo, è un segno forte e concreto dell'impegno missionario di una Congregazione che seppur piccola e contando solo con l'ausilio della Divina Provvidenza e la generosità dei suoi membri, scommette sulla dinamica di una Chiesa in uscita, in questo mondo che cambia così velocemente, per raggiungere il cuore e la mente di bambini e giovani, sull'esempio dei suoi Fondatori, cercando di essere per loro "più padri che maestri". 

Il Signore ha benedetto le scelte e le fatiche dell'Istituto Cavanis con vocazioni e l'espansione del Carisma in terre africane. Oggi, dopo poco più di dieci anni sono vari i religiosi Cavanis Congolesi protagonisti nel portare avanti il Carisma che propone l'educazione e la formazione della gioventù como forma di promozione e sostegno dei più fragili e meno fortunati. 

Dove gli altri (famiglie, istituzioni...) si fermano, i Cavanis si fanno avanti. 


P. Superiore generale in Timor Leste

Dal 18 al 27 DICEMBRE 2018 il Preposito generale P. Piero Fietta è stato a Dili dove ha passato il Natale con i confratelli P. José Valdir e P. Robert che vivono nella  Comunità Nossa Senhora das Graças. A Timor Leste l'istituto Cavanis ha aperto una Missione l'anno scorso. Di questo viaggio P. Piero ci regala il suo diario:  

"Imbarco con la QATAR alle 16.00. In comunione con la comunità di Roma canticchio il Regem venturum Dominum e recito il vespro. Ringrazio il Signore per tante grazie che mi ha concesso durante questi anni e il mio ricordo va ai molti viaggi fatti e agli incontri con persone di razze e nazionalità diverse. È stato un privilegio per il quale non ringrazierò abbastanza il Signore che ha aperto la mia mente alla mondialità e mi ha permesso di portare il carisma di Antonio e Marco Cavanis in vari paesi. Rifletto sugli anni che passano e sono convinto più che mai che devo ritirarmi; non ho più l’età per viaggiare tanto ed è bene che altri più giovani assumano la guida della Congregazione. Dopo gli scali a Doha e a Bali dove non è arrivata la mia valigia, in sala attesa prego le Lodi e continuo a leggere il libro: La forza della vocazionedi Papa Francesco". Continua a leggere


A proposito di Missione!

La Provincia Antonio e Marco Cavanis, del Brasile da tempo si organizza per la celebrazione del suo 50° anniversario di fondazione. Un bel traguardo che riempie di gioia i cuori di coloro che hanno speso energie e donato la vita affinché il carisma Cavanis si spargesse in terre brasiliane per il bene dei bambini, adolescenti e della gioventù.

 

In Brasile saranno molte le celebrazioni di ringraziamento al Signore  per l’Opera che  lui stesso ha realizzato servendosi di strumenti deboli ma docili alla sua grazia. Anche il popolo brasiliano, che conosce e vuole bene i Cavanis, ha tanto da ricordare e ringraziare. Attraverso le attività proprie della Congregazione delle Scuole di Carità, fondata dai Venerabili P. Antonio e P. Marco Cavanis, da cinquanta anni si cerca di offrire all’infanzia e alla gioventù una formazione della mente e del cuore, sempre fedeli, religiosi e laici, alla proposta dei Fondatori: essere più padri che maestri.

 

Questa prima bella “avventura missionaria” dell’Istituto Cavanis ha avuto inizio a Roma, con l’invio missionario dei tre religiosi, P. Livio Donati, P. Mario Merotto e P. Francesco Giusti, l’8 dicembre del 1968, festa dell’Immacolata Concezione, nella Parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro “ad duas lauros”. In quella occasione il Parroco di allora, Don Franco Coppari ha invitato i parrocchiani a partecipare della Santa Messa e pregare per loro e per l’Istituto che dava il primo passo ad una apertura missionaria fuori dell’Italia. 

 

Passati cinquanta anni, uniti a tutta la Congregazione che ormai è diventata internazionale, la Comunità religiosa Cavanis di Roma ha voluto ricordare la partenza dei suoi tre primi religiosi inviati in missioni all’estero. Nella stessa chiesa parrocchiale di Santi Marcellino e Pietro, in Via Casilina, il 16 dicembre, durante Santa Messa domenicale delle ore 10,00 il Preposito generale Pietro Fietta ha ricordato persone e avvenimenti che hanno reso possibile questa prima apertura missionaria che tanto ha arricchito l’Istituto Cavanis. 

 

Nella stessa celebrazione il P. Preposito ha conferito il ministero dell’accolitato al religioso colombiano Jeiner Ali Pretel Moreno, che si trovava a Roma in questa occasione preparandosi all’ordinazione diaconale. 

Alla fine è stato distribuito cinquanta rose alle famiglie da parte dei Padri Cavanis come segno di riconoscenza per tutto il bene che la comunità vuole all’Istituto.


Timor Est: i missionari si raccontano.

Em nome da Congregação das Escolas de Caridade fomos enviados em missão na Igreja de Timor Leste. Dois Padres: Pe. Jose Valdir Siqueira e o recem ordenado sacerdote Pe. Robert Jann Fallera.

Nossa primeira iniciativa para conhecer a cultura e o povo foi  visitar as familias e abençoar as casas. E que surpresa! Uma incrível acolhida dos sacerdotes por parte do povo que, como ficam sabendo que serão  visitados, se preparam com alegria e ansiedade e começam e ficam esperando. Apos a bênção da primeira casa, em geral alguns membros dessa família acompanham os padres ate a aproxima casa. Isso, no final se transforma quase que numa procissão. Visitamos e abençoamos  ate o momento cerca de 300 famílias. Fazemos isso aos sábados das 09 as 18 horas. Eu e o Padre Robert nos dividimos para acompanhar os  grupos. Todas as casas tem um pequeno altar onde não faltam as imagens de Maria e alguns santos. Em geral pedem também para abençoar os túmulos entes queridos. Aqui existe o costume de sepultar no quintal de casa ou alguma outra parte próxima da mesma. E em alguns lugares como nas montanhas terminamos com a celebração da santa Missa. No dia 01 de  dezembro  visitamos toda uma montanha que pertence a nossa jurisdição. Visitamos cerca de 50 familias  e suas casas. Podemos dizer que é uma situação a desse povo. Mas a fé é grande e algumas vezes mistura-se com as tradições do lugar. Que nossos Fundadores continuem a nos acompanhem nesta missão!

P. José Valdir Siqueira

Missionario Cavanis em Dili - Timor Est


Mozambico: missione compiuta!

Grazie! Muito obrigado!

Oggi, nella Festa di Cristo Re, la Missione Cavanis a Macomia, Mozambico, ha celebrato con entusiasmo e gratitudine il primato di Gesù Cristo e del suo Vangelo. 

La gioia e la gratitudine della gente era motivata oggi più che mai dalla certezza di che Dio si occupa dei suoi figli e  attraverso la generosità delle persone di buona volontà ricorda che davvero il suo Regno è in mezzo a noi. E in questo Regno nessuno deve soffrire la fame, o la  sete. 

Dopo la Santa Messa P. Benajamin, recordando i sei anni della sua Ordinazione Sacerdotale, ha invitato le persone presente alla Santa Messa ad un momento in più di ringraziamento: l'acqua potabile che d'ora in poi sarà disponibile alla comunità. 

La benedizione del pozzo attrezzato a far sgorgare acqua abbondante e di buona qualità è stato un momento di ringraziamento del presente e di speranza nel futuro. 

La Procura delle Missioni Cavanis si unisce a tutta la gente della Missione Cavanis di Macomia e ringrazia Dio per questo dono al suo popolo e ognuno dei benefattori che ha collaborato alla realizzazione di questo sogno.

P. Benjamin Insoni

Missionario Cavanis a Macomia - Mozambico

 


Arriva l'acqua a Macomia

La Procura delle Missioni Cavanis è lieta di annunziare, mentre ringrazia tutti i generosi benefattori, che il sogno delle Comunità di Macomia di avere acqua sufficiente per una vita normale si è avverato. I lavori sono dei perforazione di un pozzo artesiano sponsorizzato dagli amici e benefattori delle Missioni Cavanis, sono praticamente conclusi. L'acqua che sgorga dal ventre di madre terra è  abbondante e di buona qualità. D'ora in poi la gente della comunità parrocchiale e non solo, potrà pensare e realizzare progetti di orticoltura, allevamento di piccoli animali e soprattutto avere speranza. Dio ricompense con abbondanza di benedizioni la generosità di chi si è prodigato  nell'aiuto alla gente di Macomia (Missione Cavanis). Grazie ancora dalla fiducia accordata alla Procura delle Missioni Cavanis e all'onlus AL - Amicizia Lontana.


Infância e Adolescência Missionária na Paroquia São João Bosco Macomia –  Pemba.

É neste ano 2018 que a obra da IAM chegou na Paróquia São João Bosco de Macomia pela primeira vez. Após de uma formação adequada da liderança, animada pela secretária nacional da IAM do Brasil, Irmã Patrícia, nos dias 18-20 de Maio 2018, na nossa paróquia são João Bosco de Macomia, 3 pessoas participaram, e o grupo foi iniciado a partir da data de 14 de Julho de 2018, com grande sucesso. Cabe destacar que a fundação deste grupo na nossa paróquia aconteceu depois de uma boa preparação de 35 crianças e adolescentes, da Coral Infantil Cavanis:“ESTRELA DOS ANJOS” que o religioso Jeancy Kayaba fundou no dia 15 de Abril deste mesmo ano corrente. De facto, este do grupo Coral Infantil Cavanisserviu como núcleo desta criação da obra da Infância e Adolescência Missionária Paróquia São João Bosco de Macomia. Depois da formação da liderança, foi promovida pelo seu assessor, o Religioso estagiário Cavanis, Jeancy Kayaba, uma formação a nível paroquial, no dia 16 de Junho aos membros voluntários da coordenação paroquial do “grupo da IAM”, sobre o conhecimento da obra e dos carismas da Congregação das Escolas de Caridade/ Instituto Cavanise da Congregação das Irmãs Carmelitas Teresas de São José que formam a equipa missionária de Macomia.  Leia mais


Timor Leste, nuova frontiera di animazione missionaria Cavanis.

P. Edmilson Mendes - CSCh

Ad un anno dal Capitolo generale 2019, l’Istituto Cavanis si ripresenta in Asia,  più precisamente in Timor Est, portando nella “speranza di frutto” l’eredità che ci hanno lasciato i Venerabili P. Antonio e P. Marco Cavanis.  

La Procura delle Missioni Cavanis (PMC), orientata da don Francesco Moser, sacerdote fidei donum della diocesi di Trento e missionario in Timor Est, da tempo rifletteva e animava religiosi e laici alla responsabilità di un percorso missionario in Timor Est. Lo Spirito Santo ha sostenuto questi sogni di missione. Ora, il monito di Gesù di “andare a proclamare il Vangelo”è diventato realtà: il 03 agosto due religiosi Cavanis,  accompagnati dal Procuratore delle Missioni e dal Vicario Generale sono partiti per il Timor Est.  Il Preposito generale  P.  Piero Fietta, era già stato in visita a Timor Est  e aveva ricevuto dal Vescovo di Dili, Mons. Virgilio, il fraterno invito a condividere con la Chiesa timorense il Carisma Cavanis. Il 05 agosto, P. José Valdir Siqueira (brasiliano) e P. Robert Fallera ( neo sacerdote filippino) sono stati accolti dai sacerdoti e  dalla gente della “Parrocchia San Giuseppe”,guidata dai Padri Claretiani. Da questa stessa Parrocchia è stata smembrata la Stazione Missionaria di Lecibutak,ora affidata come campo di apostolato ai Padri Cavanis. 

Il 60% della popolazione di Timor Est è giovane, e ha tanto bisogno di attenzione paterna e qualificata che la guidi con sicurezza verso un futuro migliore. Infatti, questo piccolo Paese asiatico si è liberato recentemente dal colonialismo  e ha urgente bisogno di consolidare la sua identità, senza perdere la freschezza di tanti ideali per i quali molte persone, soprattutto giovani, hanno versato il proprio sangue. Non è esagerato affermare che i giovani hanno liberato il paese dai dominatori. Ora, però, sono preda facile dei controvalori e inganni a cui le Nazioni in via di sviluppo sono esposte. 

La gente buona e semplice ha preparato una accoglienza fraterna e anche la casa per i missionari.  Il futuro si dimostra propizio e assicurato in quanto possibilità di apostolato giovanile e espansione del Carisma Cavanis, dato il grande numero di bambini, adolescenti e giovani che già partecipano delle attività nella Comunità. I missionari potranno contare con animatori, catechisti e collaboratori vari che aspettano soltanto di essere introdotti alla conoscenza dello spirito missionario del carisma Cavanis. Al momento l’ostacolo maggiore è quello di imparare  la lingua locale, per niente facile, ed avviare una buona comunicazione con la popolazione più semplice e povera. L’esperienza missionaria maturata nelle Filippine da P. José Valdir, la gioventù e l’entusiasmo di P. Robert, possono fare la differenza e far germinare presto in Timor Este il seme di buone vocazioni Cavanis. 

Affidiamo all’intercessione di “Nostra Signora delle Grazie”,patrona della Stazione missionaria di Lecibutak,e dei venerabili fratelli,  P. Antonio e Marco Cavanis, questo impegno missionario che la Congregazione assume, fidandosi pienamente della divina Provvidenza. La Procura delle Missioni Cavanis gioisce e assicura ai missionari Cavanis e alla Chiesa di Timor Este una vicinanza fraterna fatta di preghiera,  comunione e gesti concreti di solidarietà.  E che venga il futuro!


Mozambico: tutto per i giovani!

 Padre Clément Boke Mpamfila, CSCh

Vi presentiamo la pastorale che siamo impegnati a svolgere in questa terra di missione, a Macomia (Mozambico) e le difficoltà che attualmente incontriamo. La presenza dei Padri Cavanis in Mozambico è un segno di speranza per questa gioventù che non ha un futuro rassicurante, vive in estrema povertà, ed è quasi ignorata nelle agende mondiali. Il nostro umile obiettivo è portare un volto nuovo, paterno, accogliente e amorevole secondo la preziosa eredità lasciataci dai nostri venerabili Padri Fondatori, Antonio e Marco Cavanis.

Ogni settimana organizziamo incontri di formazione e giochi con bambini e giovani della città di Macomia. È un’opportunità che offriamo loro perché tornino a sperimentare la gioia e la speranza che hanno perso. Speriamo di riuscire a mostrare che hanno un posto di rispetto in questo mondo e renderli consapevoli della loro dignità di persone, create a immagine e somiglianza di Dio e che, nonostante tutto, hanno valore agli occhi del Padre, anche se sono ignorati ingiustamente dalla società. Questa consapevolezza può essere un elemento di speranza e di risveglio.

Recentemente abbiamo iniziato nella nostra parrocchia la pastorale dell’infanzia ed adolescenza missionaria.Abbiamo organizzato una squadra di calcioin un quartiere dove molti giovani non studiano, si danno all’alcool, al banditismo e alla prostituzione. Creando questa squadra di calcio in questo quartiere, ci siamo posti come obiettivo tentare di “riunire”i giovani che sono “dispersi”,occupando il tempo in qualcosa di buono e allontanandoli dai vizi. Stiamo strutturando un piccolo coro infantilecon il nostro religioso Jeancy, ma con grande difficoltà perché mancano gli strumenti appropriati. Stiamo iniziando alcune squadrette di  pallavolocon bambini e adolescenti. Per ora giochiamo in un terreno di fortuna e non abbiamo un campetto di pallavolo. Speriamo e contiamo sulla Provvidenza e sulla generosità dei buoni.  La nostra forza nella missione dipende anche dalla gioia e dalla felicità che viene mostrata ai bambini che educhiamo. Per renderli felici è necessario offrire loro condizioni migliori.

In Parrocchia e nelle piccole comunità, ci sforziamo di rafforzare il livello di conoscenza cristiana del Vangelo, attraverso una catechesi di base e diversi incontri di formazione e condivisione. La nostra Diocesi è molto povera e dominata dalla presenza musulmana. Il livello di istruzione è molto basso e le persone non hanno interesse a studiare. La maggior parte dei giovani che studiano non ricevono una buona formazione a causa della mancanza di educatori qualificati. Per noi Cavanis questa è una sfida. Come Pastori, facciamo il possibile per rispondere alle aspettative della gente, specialmente visitando e animando regolarmente le comunità della savana. 

Attualmente incontriamo difficoltà per visitare le comunità. Il Paese sta attraversando una accentuata crisi politica. C’è un gruppo ribelle chiamato Alisciabab”che sta terrorizzando le persone nella Provincia in cui noi lavoriamo. Due delle nostre comunità sono state vittime di questo gruppo. Hanno ucciso persone con il machetee bruciato tante case. Questo gruppo ribelle non rivendica nulla, il loro leadernon è identificato. Uccidono solo gli uomini.

Fanno parte di questo gruppo, uomini di diversi villaggi, usati, manipolati, ingannati con denaro e promesse di una vita migliore. Molti che hanno ricevuto soldi non volevano diventare membri del gruppo, non volevano entrare nella foresta per unirsi agli altri. Ora, sono perseguitati insieme alle loro famiglie. Altri, che hanno ricevuto soldi, rimangono in città per dare informazioni a coloro che stanno organizzando gli attacchi. La situazione è confusa.

Nonostante questa drammatica situazione, ho visitato una comunità che è stata attaccata; sei persone hanno perso la vita tra cui, tre cristiani; sono state bruciate duecentoventuno case, la Cappella è stata saccheggiata e il tabernacolo distrutto; fortunatamente non c’erano Ostie consacrate. Ho fatto questa visita sotto protezione dei militari che mi hanno accompagnato. Ho celebrato la Messa e ho portato un piccolo aiuto materiale a questa gente. I militari mi hanno proibito di scattare foto, anche all’interno della Cappella. Appena finita la Messa, i militari non mi hanno dato il tempo di conversare con i cristiani del posto. Con un po’ di tristezza ho dovuto tornare in paese. 


Mozambico: bambini e adolescenti scoprono la gioia della Missione.

Infanzia e adolescenza missionaria

La gioia della Missione può coinvolgere persone di tutte le età e condizioni. La motivazione e la formazione alla missionarietà è  il  segreto della  adesione ai progetti di solidarietà. 

Nella Parrocchia San Giovanni Bosco di Macomia, i missionari Cavanis hanno avviato una attività collaudata in varie parti del mondo e che anche lì si rivela una efficace e opportuna iniziativa. L'infanzia e l'adolescenza missionaria inseriscono bambini, ragazzi e, attraverso di essi, le loro famiglie e l'intera comunità nella cultura della solidarietà condivisa e concreta, a partire dalla propria realtà. 

Jeancy Kayaba, religioso congolese Cavanis, missionario che si prepara alla Professione perpetua, porta avanti un lavoro di sensibilizzazione sul fatto che non si può attendere dal di fuori ciò che si può costruire dal di dentro. 

Gli incontri sono molto partecipato e l'IAM Cavanis si propaga nella Parrocchia. Sono già ottanta gli scritti e il gruppo aumenta ogni giorno. 

Il gruppo si divide i attività di musica, Corale, Sport ed altro. 

La Procura delle Missioni sostiene volentieri questa opera di evangelizzazione di bambini e ragazzi e vuole collaborare concretamente con la consolidazione di questa meravigliosa iniziativa missionaria nella Chiesa di Mozambico. 

 


V Congresso Americano Missionario

P. Diego Spadotto

 

Numeri imponenti quelli del Congresso sul tema: “America in missione, il Vangelo è gioia!”.1.200 delegati nazionali, provenienti da tutte le diocesi della Bolivia; 1.100 delegati internazionali, di 25 Paesi; 400 organizzatori e volontari; 80 invitati speciali; una delegazione folta di 45 persone, con 5 vescovi, dagli Usa; 95 tra vescovi e cardinali, tra cui l’inviato di Papa Francesco, il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.

Per la Chiesa del continente americano è il più grande evento ecclesiale, che viene vissuto unitariamente, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, ogni quattro o cinque anni: si tratta del Congresso americano missionario (Cam). A Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, si realizza questo Congresso, il decimo se si contano anche i precedenti Congressi missionari latinoamericani promossi solo dalle Chiese dell’America Latina (i Comla) a partire dal 1977, su ispirazione delle Pontificie Opere Missionarie (POM). “L’obiettivo di questi congressi è quello di precisare sempre meglio il cammino missionario della Chiesa in tutto il continente americano, rafforzando di volta in volta alcuni aspetti”. 

Missione, profezia, riconciliazione per tutta l’America.Tra i temi forti del Cam di Santa Cruz de la Sierra, quello della gioia, presente nel titolo del convegno. È la gioia delle Beatitudini, presente anche nelle situazioni di sofferenza. Altro punto, è il nesso tra missione e dimensione profetica della Chiesa, chiamata a farsi presente nella società americana. La missione della Chiesa crea un mondo nuovo e relazioni rinnovate. Inoltreil rapporto tra missione, comunione e riconciliazione. Una vera e propria urgenza, pensando alle ferite sociali che si vivono in molti Paesi del nostro continente. Infine, il Congresso fa proposte e modalità di invio di missionari. L’America, storicamente, vive una duplice tensione tra l’essere terra di missione e il sentirsi chiamata a partecipare allamissio ad gentes. È necessaria la cooperazione missionaria.

Sfida missionaria e legame con il Sinodo per la Panamazzonia.Il Continente Americano ha soprattutto ricevuto la missione. Ora é chiamato ad allargare gli orizzonti, una grande sfida che ci sta maturando. Certo, ci sono molti passi da fare dove ci sono ancora tanti i vicariati apostolici, cioè zone considerate terra di missione. Molti di questi si trovano in Amazzonia perciò è forte il legame tra questo evento ecclesiale e il Sinodo per la Panamazzonia del prossimo anno. Ma non mancano altre zone dove questa esigenza è presente, penso ad esempio alla grande regione del Chaco, condivisa tra Paraguay, Bolivia e nord dell’Argentina. Il Congresso americano missionario di Santa Cruz é anche l’occasione per riprendere in mano la “Missione continentale”,lanciata al convegno latinoamericano di Aparecida: “Si è un po’ perso il fervore iniziale. È stata portata avanti la ‘missione paradigmatica’, con alcuni eventi particolari, meno la ‘missione programmatica’. In ciascuna parrocchia e in ciascuna diocesi si dovrebbe mostrare il volto di una Chiesa missionaria, attraverso quella conversione pastorale chiesta dall’Evangelii Gaudium”.


Mozambico: ancora si clama per la pace!

Missionari Cavanis raccontano la difficile missione di aiutare le vittime dei ribelli, nelle comunità sperdute sin mezzo alla foresta. L'unica consolazione può arrivare dalla solidarietà.

Il missionario Cavanis in Mozambico P. Clement Boke, a servizio della Comunità Parrocchiale di Macomia (Parrocchia San Giovanni Battista) racconta di forma appassionata cosa sta facendo per portare consolo e speranza alle comunità della Parrocchia, lontane dalla città e sperdute in mezzo alla foresta. 

Queste comunità sono state prese d'assalto da un gruppo di ribelli che si auto denomina ALI SHABAB ma che non hanno nessun proposito politico o di resistenza. Appena vuole seminare terrore e uccidere le persone indifese che abitano in villaggi di sopravvivenza e in assoluta precarietà. 

Arrivano dal nulla danno fuoco alle capane e la gente che cerca di fuggire sono aggredite e uccise a colpi di KATANA (il grande coltello utilizzato dai locali per  tagliare legna. 

P. Clement si prepara ad andare a celebrare la Santa Messa e a trovare persone aggredite  in questi villaggi. Ha organizzato una raccolta di utensili e cibo per condividere con la povera gente. 

La solidarietà questa tra i poveri sorge più effetto e risveglia il coraggio. 

Sotto si può ascoltare l'audio in portoghese,  dove P. Boke racconta l'accaduto. Ci saranno aggiornamenti. 


Download
Missione Cavanis in Mozambico
I missionari Cavanis cercano di consolare e portare speranza alle comunità aggredite dai ribelli.
Macomia - Testimonianza di P. Clement.m4
File audio/video MP4 3.9 MB

MAC in festa!

Accoglienza del P. Superior generale alla MAC - Kinshasa

P. Pietro Fietta, Preposito generale dell'Istituto Cavanis è in Visita Canonica alla Delegazione Cavanis del Congo e per partecipare della ordinazione sacerdotale di tre diaconi Congolesi. Questa parte territoriale è formata dalla da Religiosi (brasiliani e congolesi), Novizi e Aspiranti alla vita religiosa. 

Durante la sua vita alla MAC (Scuola e Casa di accoglienza) è stato ricevuto con molta gioia. Una partita di calcio è servita come sottofondo di una grande festa. 


P. Preposito generale in Congo

"Ho passato la prima giornata della visita canonica in Kinshasa alla nostra Ecole Cavanis. Stando in mezzo ai bambini ho dimenticato presto la stanchezza di un viaggio che è stato più lungo del previsto. La scuola celebra la settimana Cavanis e tra gli appuntamenti c'era anche la partita del Brasile contro la Colombia. Ha vinto il Brasile ai rigori 5 a 4. Il tifo dei bambini era da stadio. Alle 11.00 ho incontrato i Padri, i Professori e gli Ausiliari che lavorano alla MAC. Quasi tutto il giorno siamo stati senza energia elettrica, ma i bambini trasmettevano molta energia. Alle 15.00 è ritotnata la corrente elettrica e abbiamo realizzato la sessione solenne di consegna dei diplomi a circa 60 giovani che hanno frequentato il secondo corso di informatica promosso dall' Istituto Cavanis. Ringraziamo il Signore perchè l'opera iniziata dai santi fratelli sacerdoti P. Antonio e P. Marco Cavanis continua a fare tanto bene anche in Congo".  

P. Piero Fietta


Istituto Cavanis -  216 anni con i giovanni!


Timor Leste

(in memoria di P. Giovani di Biasio)

P. Giovanni De Biasio, nel libro “A serviço da Igreja e dos Jovens”, nella commemorazione dei 25 anni di presenza Cavanis in Brasile, constatava, con un velo di tristezza, che la Congregazione si era aperta alla missionarietà in ritardo, con molta faticae tanti calcoli paurosi. (continua).


Entra na alegria da Missão Cavanis

NINGUÉM AMA OU VIVE O QUE NÃO CONHECE!!

Liliane Schulz

Partindo deste princípio, nós, três amigas de longa data, leigas Cavanis da cidade de Castro, no Paraná desde julho de 2016, abraçamos o Projeto Entra na Alegria da Missão Cavanis. (continua).



Formazione: Perché Signore tanta sofferenza?

P. Diego Spadotto

In questi giorni la Repubblica Democratica del Congo è alla ribalta non solo per le questioni politiche ma anche per quelle economiche legate alla questione mineraria. I riflettori sono stati accesi dalla Borsa dei metalli di Londra che ha chiesto a tutte le società minerarie presenti al suo interno di dimostrare l’«eticità» dei loro prodotti. Una richiesta non proprio motivata da ragioni morali, ma dalla denuncia di operatori che accusano alcune società cinesi di concorrenza sleale proprio a causa del fatto che ottengono materie prime dal Congo a prezzi bassissimi in forza dell’alto grado di sfruttamento del lavoro e della violazione delle leggi fiscali e doganali.   (Continua)


Il Superiore generale in visita canonica alla comunità Cavanis di Macomia - Mozambico

La visita del Preposito vuole essere l’espressione concreta della comunione Cavanis nella nostra Congregazione ed esprimere la sollecitudine per la vita e l’impegno apostolico delle nostre comunità e di ogni Confratello".

 

Dal 22 al 30 gennaio 2018 il Superiore generale dell'Istituto Cavanis, P. Pietro Fietta è stato in Mozambico per incontrare i religiosi e i collaboratori della Missione Cavanis di Macomia, diocesi di Pemba. Ospite della Parrocchia San Giovanni Bosco, dove lavorano i missionari Cavanis, ha celebrato e vissuto la stessa vita della comunità incontrando i responsabili di ogni settore del servizio parrocchiale. Nell'incontri comunitari e privati ha potuto constatare la vitalità e il dinamismo della più recente opera missionaria Cavanis e la bella intesa tra laici e religiosi che servono il popolo di Dio. I gruppi giovanili, le famiglie e tante persone che partecipano e collaborano ai progetti della Parrocchia ha riaffermato la certezza che la scelta della Congregazione di andare in Mozambico una chiamata e un invio dello Spirito. 

Prima di rientrare in Italia, il P. Preposito ha avuto l'occasione di incontrare anche il Vescovo della Diocesi di Pemba, Mons. Luiz Fernando che ha espresso il suo contentamento con la presenza Cavanis in terre del Mozambico. 


P. Preposito a colloquio con le forze vive della Parrocchia. Ha incontrato anche il Vescovo di Pemba,  Mons. Luiz Fernando.


Incontro annuale della Procura delle Missioni

Incoraggiati dall’esempio di San Giuseppe Calasanzio e dei Nostri Padri, nella gioia della missione, ci troveremo per il nostro incontro annuale, fedeli allo schema di lavoro: formazione, azione, divulgazione: 06 aprile 2018, venerdì alle ore 14.00 a Fietta Villa Buon Pastore, sede della PMC.  Continueremo l’incontro sabato 07 terminando con il pranzo. Leggi tutto.


Natale a Macomia (Mozambico)

Caros leitores, gostaríamos de compartilhar com vocês as alegrias que vivemos no do dia de Natal juntamente com o povo de Deus da Paróquia São João Bosco de Macomia (Moçambique). Tivemos uma participação maciça dos fiéis na Santa Missa de Natal e demais celebrações. . 

 Na nossa paróquia, celebração foi magnífica com o lançamento oficial de um grupo de mulheres que entusiasmou os fiéis e com  músicas fantásticas animou esta bela celebração. 

 Não podemos esquecer que o Natal é a notícia da chegada de um Deus invisível que se fez visível, próximo de nós, no nosso meio. É Natal! É hora de reconciliação! É hora de perdoar e tocar a vida para a frente. Natal é momento de confraternização, com a família reunida, esquecendo as brigas, as desavenças, e comemorando com alegria a vinda do Senhor Jesus Cristo. Natal é festa, é estar reunidos, é comer com fartura ao menos quem pode. 

Nesta perspectiva a comunidade paróquial de Macomia não fez um Natal isolado, individual, mas sim, un Natal de confraternização com pais, mães, jovens e crianças que participaram da celebração. Após a missa, reuniram-se todos reunidos na casa paróquial, sentados e partilhando algo, vivendo e expressando as alegrias da chegada do Menino Jesus. 

Durante a celebração, o padre convidou os fieis da paroquia e a população do distrito em geral, de abrir os braços como Maria e acolher com muita alegria o maior presente que Deus fez à humanidade. 

 Tivemos também a presença de algumas das autoridades políticas do Distrito, incluindo a Administradora, a Sra. Joaquina e seu marido, a chefe do Posto de Saúde, Sra. Maria Rosa e outros membros do governo que participaram da nossa celebração. 

  

Padre Benjamin INSONI-Nzeme 

Pároco da Paróquia Sao João Bosco (Macomia) 


Acqua a Macomia

Gesto concreto del mese missionario.

La Procura delle Missioni Cavanis promuove, con la collaborazione dell'Onlus Amicizia Lontana (AL), il gesto concreto per l'Ottobre missionario: un pozzo artesiano a Macomia (Mozambico). Il progetto missionario ha il nome di "Acque per Macomia: un pozzo per generare vita! (Vedi di più)

Roma: missio ragazzi.

I bambini che vogliano aiutare bambini!

Hanno in comune la poca età e tutti gli strumenti del bellissimo mestieri di essere  bambini. Giocano, scherzano, fanno capricci, studiano, sognano... vivono intensamente ogni piccola esperienza con tutta la loro essenza. E sono sempre pronti ad accogliere le novità con curiosità e pronti a mettersi in gioco con garbo e grazia. 

Un gruppo di bambini della Parrocchia SS. Marcellino e Pietro, in Via Casilina, a Roma, si sono presentati numerosi rispondendo ad un invito: aiutare altri bambini. 

Con i loro genitori hanno preso a cuore la sorte di tanti loro coetanei che però non hanno la stessa fortuna e vivono nel disaggio e privati del sorriso. 

Questa foto ritrae un momento della Festa Patronale in parrocchia. Un banco per la vendita di dolci e caramelle interamente "gestito" dal gruppo missionario (missio ragazzi) della Parrocchia. Ai bambini si danno cose grandi...! 


Speciale: "missio ragazzi" a Roma.

La Parrocchia SS. Marcellino e Pietro "ad duas lauro" di Roma, celebra la nascita di un gruppo missionario formato da bambini e ragazzi "di cuori universali". I genitori sostengono e applaudono l'idea. 

La domenica 21 maggio sarà una data da ricordare, in Parrocchia, con grande gioia e riconoscenza a Dio per il dono meraviglioso che ha fatto alla comunità parrocchiale. Più di venti bambini hanno, sostenuti dai loro genitori, hanno ricevuto "l'invio missionario" per annunciare ai coetanei la bellezza di credere in Gesù, l'unica via, verità e vita". Nel simbolo del cuore che hanno ricevuto c'era tutto il significato di quel momento che ha suscitato in tutti i presenti la certezza di che ai "piccoli si deve offrire cose grandi" perché sono gli unici in grado di viverle "alla grandi". 

Ora tocca guardare avanti con ottimismo e creatività per aiutare i nostri piccoli missionari a impossessarsi dell'arte di far felci gli altri raccontando con freschezza e grazia le aventure sulla strada di una felicità... possibile. 

Un grande grazie alle persone che seguiranno e animeranno questo gruppo:  Suor Maria  Rosa, Suor Lucia, Suor Giovanna, Mariaester, Maddalena e Francesca. 

Benvenuti alla gioia dela missione!



Filippine: ancora i poveri tra la follia del tirano e la paura della notte!

Le Filippine sono oggi un terreno minato. La follia omicida del presidente Rodrigo Duterte, secondo molti analisti, è ormai fuori controllo. A morire, vittime della sua istrionica violenza, sono soprattutto “i poveri e gli innocenti più che i trafficanti di droga”, dicono i vescovi del Paese asiatico. I drogati sono solo copertura del suo assurdo fanatismo. La Conferenza dei vescovi delle Filippine parla del Paese come di un “regno del terrore”, anche se non fa direttamente il nome del presidente di questo “regno”. I vescovi, poi, rimproverano ai filippini la mancanza di opposizione interna al presidente, la paura e la completa accettazione della sua violenza. Per un Paese che si dice cattolico all’80% non è certo una bella cosa. La voce dei vescovi pare sia poco incisiva sia sul presidente che sulla passività del popolo filippino. C’é anche qualche vescovo che approva quanto fa il presidente e questo lascia ancora più confusa la gente. Da parte sua il presidente bloody Rodrigo, usa e abusa, anche con un linguaggio volgare e delirante, di ogni tipo di divisione e di debolezza della Chiesa e del popolo in generale. Formare cristiani saggiamente critici e socialmente impegnati per il bene del popolo filippino è una urgenza e una priorità, anche per noi Cavanis che lavoriamo con l’educazione dei bambini e dei giovani.

P. Diego Spadotto


Mozambico - #3


Mozambico - #2


Mozambico - #1