Mozambico: tutto per i giovani!

 Padre Clément Boke Mpamfila, CSCh

Vi presentiamo la pastorale che siamo impegnati a svolgere in questa terra di missione, a Macomia (Mozambico) e le difficoltà che attualmente incontriamo. La presenza dei Padri Cavanis in Mozambico è un segno di speranza per questa gioventù che non ha un futuro rassicurante, vive in estrema povertà, ed è quasi ignorata nelle agende mondiali. Il nostro umile obiettivo è portare un volto nuovo, paterno, accogliente e amorevole secondo la preziosa eredità lasciataci dai nostri venerabili Padri Fondatori, Antonio e Marco Cavanis.

Ogni settimana organizziamo incontri di formazione e giochi con bambini e giovani della città di Macomia. È un’opportunità che offriamo loro perché tornino a sperimentare la gioia e la speranza che hanno perso. Speriamo di riuscire a mostrare che hanno un posto di rispetto in questo mondo e renderli consapevoli della loro dignità di persone, create a immagine e somiglianza di Dio e che, nonostante tutto, hanno valore agli occhi del Padre, anche se sono ignorati ingiustamente dalla società. Questa consapevolezza può essere un elemento di speranza e di risveglio.

Recentemente abbiamo iniziato nella nostra parrocchia la pastorale dell’infanzia ed adolescenza missionaria.Abbiamo organizzato una squadra di calcioin un quartiere dove molti giovani non studiano, si danno all’alcool, al banditismo e alla prostituzione. Creando questa squadra di calcio in questo quartiere, ci siamo posti come obiettivo tentare di “riunire”i giovani che sono “dispersi”,occupando il tempo in qualcosa di buono e allontanandoli dai vizi. Stiamo strutturando un piccolo coro infantilecon il nostro religioso Jeancy, ma con grande difficoltà perché mancano gli strumenti appropriati. Stiamo iniziando alcune squadrette di  pallavolocon bambini e adolescenti. Per ora giochiamo in un terreno di fortuna e non abbiamo un campetto di pallavolo. Speriamo e contiamo sulla Provvidenza e sulla generosità dei buoni.  La nostra forza nella missione dipende anche dalla gioia e dalla felicità che viene mostrata ai bambini che educhiamo. Per renderli felici è necessario offrire loro condizioni migliori.

In Parrocchia e nelle piccole comunità, ci sforziamo di rafforzare il livello di conoscenza cristiana del Vangelo, attraverso una catechesi di base e diversi incontri di formazione e condivisione. La nostra Diocesi è molto povera e dominata dalla presenza musulmana. Il livello di istruzione è molto basso e le persone non hanno interesse a studiare. La maggior parte dei giovani che studiano non ricevono una buona formazione a causa della mancanza di educatori qualificati. Per noi Cavanis questa è una sfida. Come Pastori, facciamo il possibile per rispondere alle aspettative della gente, specialmente visitando e animando regolarmente le comunità della savana. 

Attualmente incontriamo difficoltà per visitare le comunità. Il Paese sta attraversando una accentuata crisi politica. C’è un gruppo ribelle chiamato Alisciabab”che sta terrorizzando le persone nella Provincia in cui noi lavoriamo. Due delle nostre comunità sono state vittime di questo gruppo. Hanno ucciso persone con il machetee bruciato tante case. Questo gruppo ribelle non rivendica nulla, il loro leadernon è identificato. Uccidono solo gli uomini.

Fanno parte di questo gruppo, uomini di diversi villaggi, usati, manipolati, ingannati con denaro e promesse di una vita migliore. Molti che hanno ricevuto soldi non volevano diventare membri del gruppo, non volevano entrare nella foresta per unirsi agli altri. Ora, sono perseguitati insieme alle loro famiglie. Altri, che hanno ricevuto soldi, rimangono in città per dare informazioni a coloro che stanno organizzando gli attacchi. La situazione è confusa.

Nonostante questa drammatica situazione, ho visitato una comunità che è stata attaccata; sei persone hanno perso la vita tra cui, tre cristiani; sono state bruciate duecentoventuno case, la Cappella è stata saccheggiata e il tabernacolo distrutto; fortunatamente non c’erano Ostie consacrate. Ho fatto questa visita sotto protezione dei militari che mi hanno accompagnato. Ho celebrato la Messa e ho portato un piccolo aiuto materiale a questa gente. I militari mi hanno proibito di scattare foto, anche all’interno della Cappella. Appena finita la Messa, i militari non mi hanno dato il tempo di conversare con i cristiani del posto. Con un po’ di tristezza ho dovuto tornare in paese. 


Mozambico: bambini e adolescenti scoprono la gioia della Missione.

Infanzia e adolescenza missionaria

La gioia della Missione può coinvolgere persone di tutte le età e condizioni. La motivazione e la formazione alla missionarietà è  il  segreto della  adesione ai progetti di solidarietà. 

Nella Parrocchia San Giovanni Bosco di Macomia, i missionari Cavanis hanno avviato una attività collaudata in varie parti del mondo e che anche lì si rivela una efficace e opportuna iniziativa. L'infanzia e l'adolescenza missionaria inseriscono bambini, ragazzi e, attraverso di essi, le loro famiglie e l'intera comunità nella cultura della solidarietà condivisa e concreta, a partire dalla propria realtà. 

Jeancy Kayaba, religioso congolese Cavanis, missionario che si prepara alla Professione perpetua, porta avanti un lavoro di sensibilizzazione sul fatto che non si può attendere dal di fuori ciò che si può costruire dal di dentro. 

Gli incontri sono molto partecipato e l'IAM Cavanis si propaga nella Parrocchia. Sono già ottanta gli scritti e il gruppo aumenta ogni giorno. 

Il gruppo si divide i attività di musica, Corale, Sport ed altro. 

La Procura delle Missioni sostiene volentieri questa opera di evangelizzazione di bambini e ragazzi e vuole collaborare concretamente con la consolidazione di questa meravigliosa iniziativa missionaria nella Chiesa di Mozambico. 

 


V Congresso Americano Missionario

P. Diego Spadotto

 

Numeri imponenti quelli del Congresso sul tema: “America in missione, il Vangelo è gioia!”.1.200 delegati nazionali, provenienti da tutte le diocesi della Bolivia; 1.100 delegati internazionali, di 25 Paesi; 400 organizzatori e volontari; 80 invitati speciali; una delegazione folta di 45 persone, con 5 vescovi, dagli Usa; 95 tra vescovi e cardinali, tra cui l’inviato di Papa Francesco, il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.

Per la Chiesa del continente americano è il più grande evento ecclesiale, che viene vissuto unitariamente, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, ogni quattro o cinque anni: si tratta del Congresso americano missionario (Cam). A Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, si realizza questo Congresso, il decimo se si contano anche i precedenti Congressi missionari latinoamericani promossi solo dalle Chiese dell’America Latina (i Comla) a partire dal 1977, su ispirazione delle Pontificie Opere Missionarie (POM). “L’obiettivo di questi congressi è quello di precisare sempre meglio il cammino missionario della Chiesa in tutto il continente americano, rafforzando di volta in volta alcuni aspetti”. 

Missione, profezia, riconciliazione per tutta l’America.Tra i temi forti del Cam di Santa Cruz de la Sierra, quello della gioia, presente nel titolo del convegno. È la gioia delle Beatitudini, presente anche nelle situazioni di sofferenza. Altro punto, è il nesso tra missione e dimensione profetica della Chiesa, chiamata a farsi presente nella società americana. La missione della Chiesa crea un mondo nuovo e relazioni rinnovate. Inoltreil rapporto tra missione, comunione e riconciliazione. Una vera e propria urgenza, pensando alle ferite sociali che si vivono in molti Paesi del nostro continente. Infine, il Congresso fa proposte e modalità di invio di missionari. L’America, storicamente, vive una duplice tensione tra l’essere terra di missione e il sentirsi chiamata a partecipare allamissio ad gentes. È necessaria la cooperazione missionaria.

Sfida missionaria e legame con il Sinodo per la Panamazzonia.Il Continente Americano ha soprattutto ricevuto la missione. Ora é chiamato ad allargare gli orizzonti, una grande sfida che ci sta maturando. Certo, ci sono molti passi da fare dove ci sono ancora tanti i vicariati apostolici, cioè zone considerate terra di missione. Molti di questi si trovano in Amazzonia perciò è forte il legame tra questo evento ecclesiale e il Sinodo per la Panamazzonia del prossimo anno. Ma non mancano altre zone dove questa esigenza è presente, penso ad esempio alla grande regione del Chaco, condivisa tra Paraguay, Bolivia e nord dell’Argentina. Il Congresso americano missionario di Santa Cruz é anche l’occasione per riprendere in mano la “Missione continentale”,lanciata al convegno latinoamericano di Aparecida: “Si è un po’ perso il fervore iniziale. È stata portata avanti la ‘missione paradigmatica’, con alcuni eventi particolari, meno la ‘missione programmatica’. In ciascuna parrocchia e in ciascuna diocesi si dovrebbe mostrare il volto di una Chiesa missionaria, attraverso quella conversione pastorale chiesta dall’Evangelii Gaudium”.


Mozambico: ancora si clama per la pace!

Missionari Cavanis raccontano la difficile missione di aiutare le vittime dei ribelli, nelle comunità sperdute sin mezzo alla foresta. L'unica consolazione può arrivare dalla solidarietà.

Il missionario Cavanis in Mozambico P. Clement Boke, a servizio della Comunità Parrocchiale di Macomia (Parrocchia San Giovanni Battista) racconta di forma appassionata cosa sta facendo per portare consolo e speranza alle comunità della Parrocchia, lontane dalla città e sperdute in mezzo alla foresta. 

Queste comunità sono state prese d'assalto da un gruppo di ribelli che si auto denomina ALI SHABAB ma che non hanno nessun proposito politico o di resistenza. Appena vuole seminare terrore e uccidere le persone indifese che abitano in villaggi di sopravvivenza e in assoluta precarietà. 

Arrivano dal nulla danno fuoco alle capane e la gente che cerca di fuggire sono aggredite e uccise a colpi di KATANA (il grande coltello utilizzato dai locali per  tagliare legna. 

P. Clement si prepara ad andare a celebrare la Santa Messa e a trovare persone aggredite  in questi villaggi. Ha organizzato una raccolta di utensili e cibo per condividere con la povera gente. 

La solidarietà questa tra i poveri sorge più effetto e risveglia il coraggio. 

Sotto si può ascoltare l'audio in portoghese,  dove P. Boke racconta l'accaduto. Ci saranno aggiornamenti. 


Download
Missione Cavanis in Mozambico
I missionari Cavanis cercano di consolare e portare speranza alle comunità aggredite dai ribelli.
Macomia - Testimonianza di P. Clement.m4
File audio/video MP4 3.9 MB

MAC in festa!

Accoglienza del P. Superior generale alla MAC - Kinshasa

P. Pietro Fietta, Preposito generale dell'Istituto Cavanis è in Visita Canonica alla Delegazione Cavanis del Congo e per partecipare della ordinazione sacerdotale di tre diaconi Congolesi. Questa parte territoriale è formata dalla da Religiosi (brasiliani e congolesi), Novizi e Aspiranti alla vita religiosa. 

Durante la sua vita alla MAC (Scuola e Casa di accoglienza) è stato ricevuto con molta gioia. Una partita di calcio è servita come sottofondo di una grande festa. 


P. Preposito generale in Congo

"Ho passato la prima giornata della visita canonica in Kinshasa alla nostra Ecole Cavanis. Stando in mezzo ai bambini ho dimenticato presto la stanchezza di un viaggio che è stato più lungo del previsto. La scuola celebra la settimana Cavanis e tra gli appuntamenti c'era anche la partita del Brasile contro la Colombia. Ha vinto il Brasile ai rigori 5 a 4. Il tifo dei bambini era da stadio. Alle 11.00 ho incontrato i Padri, i Professori e gli Ausiliari che lavorano alla MAC. Quasi tutto il giorno siamo stati senza energia elettrica, ma i bambini trasmettevano molta energia. Alle 15.00 è ritotnata la corrente elettrica e abbiamo realizzato la sessione solenne di consegna dei diplomi a circa 60 giovani che hanno frequentato il secondo corso di informatica promosso dall' Istituto Cavanis. Ringraziamo il Signore perchè l'opera iniziata dai santi fratelli sacerdoti P. Antonio e P. Marco Cavanis continua a fare tanto bene anche in Congo".  

P. Piero Fietta


Istituto Cavanis -  216 anni con i giovanni!


Timor Leste

(in memoria di P. Giovani di Biasio)

P. Giovanni De Biasio, nel libro “A serviço da Igreja e dos Jovens”, nella commemorazione dei 25 anni di presenza Cavanis in Brasile, constatava, con un velo di tristezza, che la Congregazione si era aperta alla missionarietà in ritardo, con molta faticae tanti calcoli paurosi. (continua).


Entra na alegria da Missão Cavanis

NINGUÉM AMA OU VIVE O QUE NÃO CONHECE!!

Liliane Schulz

Partindo deste princípio, nós, três amigas de longa data, leigas Cavanis da cidade de Castro, no Paraná desde julho de 2016, abraçamos o Projeto Entra na Alegria da Missão Cavanis. (continua).



Formazione: Perché Signore tanta sofferenza?

P. Diego Spadotto

In questi giorni la Repubblica Democratica del Congo è alla ribalta non solo per le questioni politiche ma anche per quelle economiche legate alla questione mineraria. I riflettori sono stati accesi dalla Borsa dei metalli di Londra che ha chiesto a tutte le società minerarie presenti al suo interno di dimostrare l’«eticità» dei loro prodotti. Una richiesta non proprio motivata da ragioni morali, ma dalla denuncia di operatori che accusano alcune società cinesi di concorrenza sleale proprio a causa del fatto che ottengono materie prime dal Congo a prezzi bassissimi in forza dell’alto grado di sfruttamento del lavoro e della violazione delle leggi fiscali e doganali.   (Continua)


Il Superiore generale in visita canonica alla comunità Cavanis di Macomia - Mozambico

La visita del Preposito vuole essere l’espressione concreta della comunione Cavanis nella nostra Congregazione ed esprimere la sollecitudine per la vita e l’impegno apostolico delle nostre comunità e di ogni Confratello".

 

Dal 22 al 30 gennaio 2018 il Superiore generale dell'Istituto Cavanis, P. Pietro Fietta è stato in Mozambico per incontrare i religiosi e i collaboratori della Missione Cavanis di Macomia, diocesi di Pemba. Ospite della Parrocchia San Giovanni Bosco, dove lavorano i missionari Cavanis, ha celebrato e vissuto la stessa vita della comunità incontrando i responsabili di ogni settore del servizio parrocchiale. Nell'incontri comunitari e privati ha potuto constatare la vitalità e il dinamismo della più recente opera missionaria Cavanis e la bella intesa tra laici e religiosi che servono il popolo di Dio. I gruppi giovanili, le famiglie e tante persone che partecipano e collaborano ai progetti della Parrocchia ha riaffermato la certezza che la scelta della Congregazione di andare in Mozambico una chiamata e un invio dello Spirito. 

Prima di rientrare in Italia, il P. Preposito ha avuto l'occasione di incontrare anche il Vescovo della Diocesi di Pemba, Mons. Luiz Fernando che ha espresso il suo contentamento con la presenza Cavanis in terre del Mozambico. 


P. Preposito a colloquio con le forze vive della Parrocchia. Ha incontrato anche il Vescovo di Pemba,  Mons. Luiz Fernando.


Incontro annuale della Procura delle Missioni

Incoraggiati dall’esempio di San Giuseppe Calasanzio e dei Nostri Padri, nella gioia della missione, ci troveremo per il nostro incontro annuale, fedeli allo schema di lavoro: formazione, azione, divulgazione: 06 aprile 2018, venerdì alle ore 14.00 a Fietta Villa Buon Pastore, sede della PMC.  Continueremo l’incontro sabato 07 terminando con il pranzo. Leggi tutto.


Natale a Macomia (Mozambico)

Caros leitores, gostaríamos de compartilhar com vocês as alegrias que vivemos no do dia de Natal juntamente com o povo de Deus da Paróquia São João Bosco de Macomia (Moçambique). Tivemos uma participação maciça dos fiéis na Santa Missa de Natal e demais celebrações. . 

 Na nossa paróquia, celebração foi magnífica com o lançamento oficial de um grupo de mulheres que entusiasmou os fiéis e com  músicas fantásticas animou esta bela celebração. 

 Não podemos esquecer que o Natal é a notícia da chegada de um Deus invisível que se fez visível, próximo de nós, no nosso meio. É Natal! É hora de reconciliação! É hora de perdoar e tocar a vida para a frente. Natal é momento de confraternização, com a família reunida, esquecendo as brigas, as desavenças, e comemorando com alegria a vinda do Senhor Jesus Cristo. Natal é festa, é estar reunidos, é comer com fartura ao menos quem pode. 

Nesta perspectiva a comunidade paróquial de Macomia não fez um Natal isolado, individual, mas sim, un Natal de confraternização com pais, mães, jovens e crianças que participaram da celebração. Após a missa, reuniram-se todos reunidos na casa paróquial, sentados e partilhando algo, vivendo e expressando as alegrias da chegada do Menino Jesus. 

Durante a celebração, o padre convidou os fieis da paroquia e a população do distrito em geral, de abrir os braços como Maria e acolher com muita alegria o maior presente que Deus fez à humanidade. 

 Tivemos também a presença de algumas das autoridades políticas do Distrito, incluindo a Administradora, a Sra. Joaquina e seu marido, a chefe do Posto de Saúde, Sra. Maria Rosa e outros membros do governo que participaram da nossa celebração. 

  

Padre Benjamin INSONI-Nzeme 

Pároco da Paróquia Sao João Bosco (Macomia) 


Acqua a Macomia

Gesto concreto del mese missionario.

La Procura delle Missioni Cavanis promuove, con la collaborazione dell'Onlus Amicizia Lontana (AL), il gesto concreto per l'Ottobre missionario: un pozzo artesiano a Macomia (Mozambico). Il progetto missionario ha il nome di "Acque per Macomia: un pozzo per generare vita! (Vedi di più)

Roma: missio ragazzi.

I bambini che vogliano aiutare bambini!

Hanno in comune la poca età e tutti gli strumenti del bellissimo mestieri di essere  bambini. Giocano, scherzano, fanno capricci, studiano, sognano... vivono intensamente ogni piccola esperienza con tutta la loro essenza. E sono sempre pronti ad accogliere le novità con curiosità e pronti a mettersi in gioco con garbo e grazia. 

Un gruppo di bambini della Parrocchia SS. Marcellino e Pietro, in Via Casilina, a Roma, si sono presentati numerosi rispondendo ad un invito: aiutare altri bambini. 

Con i loro genitori hanno preso a cuore la sorte di tanti loro coetanei che però non hanno la stessa fortuna e vivono nel disaggio e privati del sorriso. 

Questa foto ritrae un momento della Festa Patronale in parrocchia. Un banco per la vendita di dolci e caramelle interamente "gestito" dal gruppo missionario (missio ragazzi) della Parrocchia. Ai bambini si danno cose grandi...! 


Speciale: "missio ragazzi" a Roma.

La Parrocchia SS. Marcellino e Pietro "ad duas lauro" di Roma, celebra la nascita di un gruppo missionario formato da bambini e ragazzi "di cuori universali". I genitori sostengono e applaudono l'idea. 

La domenica 21 maggio sarà una data da ricordare, in Parrocchia, con grande gioia e riconoscenza a Dio per il dono meraviglioso che ha fatto alla comunità parrocchiale. Più di venti bambini hanno, sostenuti dai loro genitori, hanno ricevuto "l'invio missionario" per annunciare ai coetanei la bellezza di credere in Gesù, l'unica via, verità e vita". Nel simbolo del cuore che hanno ricevuto c'era tutto il significato di quel momento che ha suscitato in tutti i presenti la certezza di che ai "piccoli si deve offrire cose grandi" perché sono gli unici in grado di viverle "alla grandi". 

Ora tocca guardare avanti con ottimismo e creatività per aiutare i nostri piccoli missionari a impossessarsi dell'arte di far felci gli altri raccontando con freschezza e grazia le aventure sulla strada di una felicità... possibile. 

Un grande grazie alle persone che seguiranno e animeranno questo gruppo:  Suor Maria  Rosa, Suor Lucia, Suor Giovanna, Mariaester, Maddalena e Francesca. 

Benvenuti alla gioia dela missione!



Filippine: ancora i poveri tra la follia del tirano e la paura della notte!

Le Filippine sono oggi un terreno minato. La follia omicida del presidente Rodrigo Duterte, secondo molti analisti, è ormai fuori controllo. A morire, vittime della sua istrionica violenza, sono soprattutto “i poveri e gli innocenti più che i trafficanti di droga”, dicono i vescovi del Paese asiatico. I drogati sono solo copertura del suo assurdo fanatismo. La Conferenza dei vescovi delle Filippine parla del Paese come di un “regno del terrore”, anche se non fa direttamente il nome del presidente di questo “regno”. I vescovi, poi, rimproverano ai filippini la mancanza di opposizione interna al presidente, la paura e la completa accettazione della sua violenza. Per un Paese che si dice cattolico all’80% non è certo una bella cosa. La voce dei vescovi pare sia poco incisiva sia sul presidente che sulla passività del popolo filippino. C’é anche qualche vescovo che approva quanto fa il presidente e questo lascia ancora più confusa la gente. Da parte sua il presidente bloody Rodrigo, usa e abusa, anche con un linguaggio volgare e delirante, di ogni tipo di divisione e di debolezza della Chiesa e del popolo in generale. Formare cristiani saggiamente critici e socialmente impegnati per il bene del popolo filippino è una urgenza e una priorità, anche per noi Cavanis che lavoriamo con l’educazione dei bambini e dei giovani.

P. Diego Spadotto


Mozambico - #3


Mozambico - #2


Mozambico - #1


Incontro annuale della PMC (Villa Buon Pastore).


Cavanis nel mondo.