Africa e Asia: la missione ci interpella!

Contesto missionario.

Papa Francesco continua a invitare, con insistenza, tutta la Chiesa a seguire Gesù “in uscita”. Dopo la sua Resurrezione il Signore ha detto alle donne di andare dai discepoli e dire loro che li “aspettava” in Galilea, da dove aveva cominciato la sua missione, uscendo da Nazaret. Ci sono nel mondo tante “Galilee” da dove bisogna ricominciare sempre la missione di evangelizzare con Gesù. Interi Paesi cristiani stanno perdendo la loro identità. In altri Paesi di più recente evangelizzazione e che sono considerati i maggiori Paesi cattolici dei Continenti Asia e Africa, sono soffocati dai problemi sociali, politici ed economici e dall’ininterrotto sfruttamento delle loro ricchezze culturali, spirituali e materiali.

 

1.     Dal 2001 a Londra sono state chiuse  500 chiese cristiane e aperte 423 moschee. In Olanda la somma degli atei e degli agnostici rappresenta il 60% della popolazione. In Germania quello che il nazismo e il comunismo non sono riusciti a fare, il secolarismo lo sta facendo. Nel 2020 in Germania i mussulmani saranno 20 milioni. In Francia ci sono solo novemila sacerdoti mentre durante la seconda guerra mondiale ne contava 40 mila. Forse si avverano le parole del salmista. “L’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono” (Sl 49, 13).

 

     MOZAMBICOI prossimi giorni saranno decisivi per tutti noi” ha affermato il presidente mozambicano Filipe Nyusi riferendosi al dialogo di pace in corso nel paese con il braccio armato del Movimento di resistenza nazionale (Renamo), ma senza fornire ulteriori dettagli sullo stato delle trattative.

Nyusi parlava il 27 luglio scorso durante il primo giorno della sesta riunione del comitato centrale del Fronte di liberazione nazionale (Frelimo), il partito al potere nel paese sin dall’indipendenza nel 1975. Il Mozambico vive una tregua armata iniziata lo scorso febbraio e estesa “a tempo indeterminato” lo scorso maggio, dopo un annuncio dello storico leader della Renamo, Afonso Dhlakama, che si nasconde nella sua roccaforte all’interno dell’impenetrabile foresta di Gorongosa, nella zona centrale del paese. Il paese vive col timore che tutto questo porti a una nuova guerra civile dopo quella combattuta sempre da Frelimo e Renamo tra il 1981 e il 1992 e conclusa da uno storico accordo di pace siglato a Roma dopo aver provocato quasi un milione di morti, per di più civili.

Parallelamente alla tregua in vigore, sono in corso dei negoziati per una pace definitiva tra il governo di Maputo e il Renamo, portati avanti in prima persona dai leader Nyusi e Dhlakama i quali sono in contatto telefonico e, secondo fonti interne alle istituzioni, si sarebbero anche incontrati in maniera informale. Questioni delicate sulle quali i negoziati non saranno brevi.  Ciò che rallenta le trattative dei leader sarebbe la diffidenza reciproca degli “zoccoli duri” di entrambi i partiti. Ne è convinto Fernando de Lima, famoso opinionista mozambicano e direttore del settimanale Savana.

Al di là delle opinioni sul tema, resta vero che il Mozambico trarrebbe un grande vantaggio dal raggiungimento di un accordo definitivo specie nel momento di difficoltà economica che sta vivendo da quando, l’anno scorso, si è visto sospendere i finanziamenti del Fondo monetario internazionale (Fmi) dopo l’emersione di debiti non dichiarati per quasi due miliardi di dollari con cui il governo precedente si era segretamente esposto nei confronti di aziende di Stato.  L’inflazione e i prezzi dei beni di prima necessità stanno aumentando, mentre i tanto desiderati proventi dei giacimenti di gas naturale scoperti al largo delle coste della provincia di Cabo Delgado nel Nord non arriveranno prima del 2020.

FILIPPINE:  Filippine si va dissolvendo ogni parvenza di stato di diritto, il presidente-dittatore, eletto a furor di popolo come Hitler, sta mettendo a ferro e fuoco ogni angolo del paese. Rodrigo Duterte, ha ordinato alla polizia e ai corpi speciali di non andare per il sottile  nemmeno con la piccola criminalità…migliaia di adolescenti e giovani sono costantemente in pericolo di vita. Basta essere sospettati per essere uccisi o sparire. Più volte ha incitato allo stupro di gruppo nei confronti di donne inermi e innocenti. In questo quadro funesto si muove con coraggio il card. Luis Antonio Tagle. In questi giorni è tornato a parlare personalmente al presidente e ha parlato con affabilità, secondo il suo stile, ma con chiarezza e durezza nella sostanza e senza diplomazia I suoi preti di periferia della capitale non possono seppellire continuamente i morti, sfregiati e irriconoscibili. Le comunità filippine in Italia fanno sentire la loro voce, perché i loro parenti nelle Filippine scompaiono senza che nessuno dia spiegazione.La Chiesa filippina, come la Chiesa nel Congo del presidente Kabila si trovano in una situazione difficilissima ma con la loro presenza sicura ed evangelica possono salvare i loro Paesi, come ha fatto la Chiesa, in Brasile, durante gli anni della dittatura militare. Ampie e capillari e smisurate sono le diseguaglianze sociali in questi Paesi, sostanzialmente impoveriti della loro cultura, delle loro ricchezze e della loro dignità. Specialmente le donne quando le profonde privazioni affettive si trovano madri senza mai averne avuta una loro stesse. In un simile terreno fanno breccia gli integralisti di ogni tipo ma i cristiani con la loro vita  possono colmare il vuoto e farsi carico del vuoto degli altri, dei poveri. Questo è amare, vivere con e per l’altro, non solo per se stessi. La relazionalità per gli esseri umani non è un optional. E’ un fatto esistenziale. Ma c’è il rischio di non “abitare” la relazione ed essere sempre altrove. Perché aiutarci e come aiutarci? Solo insieme possiamo recuperare la nostra umanità più autentica. La nostra umanità è il terreno in cui il Signore si manifesta Dio; ciò che è pienamente umano è manifestazione di Dio. Offriamo il perdono perché noi per primi siamo stati perdonati. Dall’incontro con il Signore si torna sempre più umani, più sobri, più vicini ai poveri, più liberi e non schiavi del turbine dell’attivismo: “La vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?...e Chi , per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? (Mt 6 24-34). Stare con i poveri senza esserlo è come mettere insieme due scarpe spaiate.

P. Diego Spadotto